Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-

Sito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-Palazzina Gonzaghesca di Bosco Fontana




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Palazzina Gonzaghesca di Bosco Fontana


La Storia della Palazzina - le informazioni utili

Marmirolo (MN), Bosco Fontana, Palazzina Gonzaghesca

La piccola palazzina di caccia, eretta alla fine del ‘500 per volontà del duca Vincenzo I, si deve al progetto dei prefetti delle fabbriche ducali Giuseppe Dattari e Antonio Maria Viani e unisce nel suo profilo architettonico motivi tipici delle dimore gonzaghesche e richiami giulieschi e bavaresi. Conserva al suo interno e sotto il portico una ricca decorazione a finte architetture e motivi naturalistici, ispirata all'ambiente naturale che la circonda.
La villa venne realizzata all'interno del Bosco Fontana, di proprietà dei signori di Mantova dal XII secolo e così chiamato per l'esistenza di una fonte d'acqua; il bosco, arricchito dai Gonzaga da animali selvatici e bestie esotiche, divenne in età moderna parco adibito alle cacce del principe. A difesa dagli animali feroci presenti nel parco erano stati eretti, contestualmente alla palazzina, una muraglia e quattro piccoli corpi angolari che esaltavano, insieme con le torrette cilindriche, l'aspetto castellano della struttura.
Oggi Bosco Fontana è Riserva Naturale Orientata Biogenetica di proprietà del Corpo Forestale dello Stato; la Palazzina, dopo il lungo decadimento, è stata sottoposta alla fine del secolo scorso a sistematici interventi di restauro che hanno permesso il consolidamento di strutture e stucchi e hanno riportato a splendore le decorazioni dei portici e delle sale interne.

 Il Bosco della Fontana, pur tra traversie e vicissitudini, è ancora sostanzialmente inalterato e nel suo insieme mantiene l'assetto che aveva nel momento in cui il duca Vincenzo lo scelse per il suo nuovo palazzo. Non che siano mancati tentativi di aggressione e trasformazione, in particolare tra fine ottocento ed inizio del novecento, tesi a sfruttare commercialmente il legname del bosco e la produttività dei terreni agricoli ricavabili dal suo abbattimento; ma prima le servitù militari, poi una consapevole volontà di preservazione dell'eccezionale compendio naturalistico e storico ne hanno saputo preservare i caratteri attraverso la definizione di "Bosco demaniale inalienabile" già nel 1914, la dichiarazione di interesse monumentale della palazzina nel 1921, il vincolo paesaggistico sul bosco ai sensi della L. 1497/1939 nel 1952 ed infine la creazione della riserva orientata nel 1975, oggi indirizzata allo studio e alla preservazione della biodiversità; si mantiene saldo in tal modo, seppur con differenti modalità, lo stretto legame originario tra il monumento architettonico e il suo contesto naturale, fondamentale per la piena comprensione dei suoi caratteri architettonici ed artistici.
La Palazzina è da anni oggetto di una costante attività di restauro e valorizzazione che ha visto il Ministero impegnato, attraverso la Soprintendenza di Brescia, territorialmente competente, in una serie di iniziative in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura. I lavori di manutenzione e consolidamento sono stati innanzitutto indirizzati ad arrestare i fenomeni di degrado delle strutture, a cominciare dalle coperture, proseguendo poi al ripristino degli ambienti e allo scoprimento dei cicli di decorazioni interne.
Nella prima metà degli anni '20 del Novecento si mette mano ai primi lavori di recupero e valorizzazione della palazzina su progetto e sotto la direzione dall'ispettore capo della forestale Cav. Borghetti. Il computo metrico e stima delle opere, redatta nel 1923, elenca interventi di "intonacatura rustica alla base esterna del fabbricato", "riparazioni saltuarie al muro esterno mediante rinzaffo alle scrostature, otturazione di buchi, accomodi al cornicione"
Ancora al Borghetti sono attribuibili lavori di revisione delle aperture esterne dei prospetti, alterate per esigenze funzionali nel tempo, con ripristino di alcune finestre già trasformate in porte e riapertura di altre tamponate, secondo il presumibile disegno originario, come mostrano planimetrie dell'epoca di recente riscoperte presso l'archivio della Soprintendenza di Brescia.
Nel 1977 vengono eseguiti interventi strutturali per la "rimessa in uso" dell'edificio: vengono rifatti tetti, canali di gronda, pluviali e pavimentazioni.
Nel 1982 inizia il primo lotto dei lavori alle superfici dipinte dell'ala orientale.
Negli anni '90 è stata eseguita la rimozione delle strutture orizzontali e verticali dell'ala occidentale che, già nel Settecento, avevano suddiviso la grande sala per il suo riuso in locali da abitazione, vengono ripristinati i volumi cinquecenteschi e restaurate in tutti gli ambienti le decorazioni parietali.
Al principio del nuovo secolo risultavano ancora in grave stato di degrado le pareti e le volte del portico, scialbate con un pesante tinteggiatura da cui emergevano solo limitati lacerti di intonaco decorato, e la finitura "alla rustica" delle facciate esterne, gravemente manomessa dagli novecenteschi. È stata pertanto intrapresa una campagna di indagini e di interventi, per la conservazione e valorizzazione di tali ambiti.
Nel gennaio 2003 la Soprintendenza di Brescia ha dato avvio all'intervento di restauro alle superfici del loggiato, seguito, negli anni immediatamente successivi, dal recupero del bugnato rustico dei fronti
Il recupero dei partiti dipinti del portico ha rivelato il fastoso impianto decorativo che lo qualificava come spazio di accoglienza e di raccordo tra l'esterno e l'interno.
A completo recupero del complesso monumentale di Marmirolo la Soprintendenza di Brescia ha intrapreso interventi urgenti di consolidamento e restauro delle superfici lapidee della fontana cinquecentesca che sorge, a nord della Palazzina, sulla risorgiva naturale che dà nome alla Riserva. Le operazioni che hanno provveduto alla pulitura, alla disinfestazione, al ripristino della coesione e dell'adesione del materiale costitutivo della fontana sono state completate nell'estate 2012.
Il 13 ottobre 2010 la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Brescia e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ufficio Territoriale Biodiversità di Verona, nei rispettivi ambiti di competenza, hanno stipulato un protocollo d'intesa finalizzato allo sviluppo di iniziative di valorizzazione storico-artistica della Palazzina gonzaghesca.
In particolare la Soprintendenza, attraverso l'attività di tutela istituzionale sui beni architettonici presenti nella Riserva "Bosco Fontana", mediante indicazioni scientifiche e tecniche sul restauro e conservazione e attraverso qualificate iniziative di fruizione, si impegna a promuovere attività di valorizzazione del bene secondo elevati standard.
In tale ambito sono state promosse le seguenti iniziative: 

- "Visite guidate alla Palazzina", Marmirolo(Mn), Bosco della Fontana, 30 marzo 2008, X Settimana della Cultura 2008; 

- "Il Castello, il Bosco. Musica e letture alla Palazzina del Bosco Fontana", con il Conservatorio "L. Campiani" di Mantova, Marmirolo (MN), Bosco Fontana, 26 aprile 2009, XI Settimana della Cultura 2009; 

- La Palazzina Gonzaghesca di Bosco Fontana. Restauri 2003-2009, conferenza di presentazione, Marmirolo (Mn), 26 settembre 2009, Giornate Europee del Patrimonio 2009; 

- "In attesa del conflitto. La difesa del patrimonio artistico in tempo di guerra", Marmirolo (MN), Bosco Fontana, 25 settembre 2010, Giornate Europee del Patrimonio 2010; 

- "L'archivio di vetro. Il restauro del Fondo Lastre dell'Archivio Fotografico della Soprintendenza di Brescia", Marmirolo (MN), Bosco Fontana, 16 aprile 2011, XIII Settimana della Cultura 2011; 

- "La finzione della natura. Il decoro dell'architettura in ambito mantovano nel XVI secolo". Marmirolo (MN), Bosco Fontana, 14 aprile 2012, XIV Settimana della Cultura 2012; 

- "Il restauro della cinquecentesca fontana di Bosco della Fontana e altre storie d'acqua". Marmirolo (MN), Bosco Fontana, Giornate Europee del Patrimonio 2012. 


vista dall'alto
La Palazzina
COME RAGGIUNGERCI  (veduta aerea, Google maps)

Comune di Marmirolo (MN), frazione Bosco Fontana

Autostrada A22

Modena - Brennero
Uscita Mantova nord, direzione Brescia.
Dopo circa 8 km, alla rotonda proseguire per Brescia.
Avanti 500 metri, svoltare a sinistra, lungo il viale alberato.

Statale 236 Goitese

Da Brescia, Statale Goitese, direzione Mantova.
Superare Marmirolo.
Dopo circa 3 km, svoltare a destra, lungo il viale alberato.

ATTENZIONE

Il viale d'accesso al Bosco è piccolo e poco segnalato.

Utili punti di riferimento sono la concessionaria automobilistica Nissan e l'Agriturismo Beatilla, in corrispondenza della svolta, sulla destra per chi proviene da Brescia.

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