Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-

Sito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-Cremona




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Cremona

Cremona - Cremùna in dialetto cremonese) è un comune italiano di ca. 72000 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia.

Palazzo Comunale
Geografia    da Wikipedia

Cremona è situata nel sud della Lombardia a contatto con il fiume Po. Dista circa 30 km da Piacenza in Emilia-Romagna, 65 km da Mantova, 50 km da Lodi, 50 km da Brescia, 56 km da Parma in Emilia-Romagna, 75 km da Bergamo e 85 km da Milano. Il territorio comunale ha una superficie di 70,4 km² e l'altitudine media è di 45 m s.l.m.
Clima 

In base alla media del trentennio di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese di gennaio, il più freddo, si attesta a +1,7 °C; quella del mese di luglio, il più caldo, è di +24,3 °C. Le precipitazioni medie annuali si aggirano sui 750 mm, distribuite mediamente in 76 giorni, con un picco nella stagione autunnale e minimi relativi in inverno ed estate. A Cremona è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.
Storia   Origine del toponimo 

L'origine del toponimo è incerta, ma esso sembra preromano, forse gallico (dai Cenomani) e legato alla variante prelatina "carm" del termine "carra", cioè sasso, roccia, e dal comune suffisso pure prelatino -ona. Dal libro di Mario Monteverdi La Storia di Cremona edito nel 1955 dal giornale locale La Provincia, secondo Sicardo un certo Brimonio, troiano, scappò dalla patria distrutta e fondò Brimonia che, col tempo, trasformò il suo nome appunto, in Cremona. Per qualcun altro il fondatore fu il presunto compagno di Paride, Cremone.
 
Periodo romano
 
Fu fortificata dai Romani nel 218 a.C. da 6.000 coloni come castrum avanzato in riva al Po. La leggenda più conosciuta vuole che la città sia stata fondata da Ercole; in realtà fu da sempre un importante e vitale centro dell'area padana durante tutto il periodo repubblicano, con un anfiteatro per giochi ludici, un foro e monumentali bagni termali. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e successivamente riedificata con l'aiuto dello stesso imperatore. Per un lungo periodo la città scompare dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti, o nominata per la provenienza di qualche personaggio storico. Era sede di porto fluviale e attraversata dalla via Postumia che collegava Aquileia a Genova attraversando il Po nei pressi dell'antico insediamento. La via nel periodo tardo romano perde progressivamente importanza ma la città mantiene un importante porto fluviale attestato sino al periodo tardo antico.
Piazza Duomo
Periodo alto medievale

Nel 603 Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrarono il territorio forse già in parte conquistato in precedenza. In quest'epoca a Cremona signoreggiarono alcune famiglie longobarde fra cui i Colleoni, i Crotti, i Suardi. La città retta dal vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il vescovo conte mantiene ed amplia il suo controllo sulla città e sul contado.
Tra il novecento e il mille la città accresce il suo potere, grazie ad importanti concessioni ai vescovi rettori della città. Tra gli altri si distinguono Liutprando, che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico, che riuscì ad ottenere importanti privilegi per la città dall'imperatore Ottone III.
Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di San Lorenzo. Fu necessaria la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX (il papa ragazzino).
 
Periodo medievale 

Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque così la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla) gonfaloniere maggiore della città. Tradizione vuole che Zanén riuscì a disarcionare il principe, risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro (la "bàla") di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio. A questa leggenda si aggiunge una notizia storica di pochi anni dopo. Lo stemma cittadino ricorda appunto questo episodio, col braccio di Baldesio che sorregge la palla d'oro del tributo, con il motto riportante la frase "la mia forza sta nel braccio" in lingua tardo-latina (fortitudo mea in brachio).
Nel 1093 si formò un'alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, cui partecipavano Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dell'Insula Fulcheria (l'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune, diventando una delle più ricche, potenti e popolose città dell'Italia Settentrionale.
il rosone del Duomo
Il Comune

A partire quindi dal 1093 il comune lottò con i comuni vicini per ampliare e difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò la sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.
Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggiò Cremona contro la rivolta di Crema, aiutata dai milanesi nelle loro rivendicazioni d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una zecca (autorizzata da una bolla imperiale).
Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e, dando appoggio all'imperatore, diede l'assalto a Milano distruggendola (1162). Alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.
È solo nel 1167 che la città si schierò con gli altri comuni italiani contro l'impero, entrando a far parte della Lega Lombarda, che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 iniziò il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. La nuova alleanza con l'impero portò alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che portò alla cattura di più di duemila cremonesi.
Alcuni anni dopo la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura con una sconfitta militare ad opera di Umberto Pallavicino (o Pelavicino) durante la quale sottrassero il carroccio nemico e i pantaloni, che in segno di profondo scherno e derisione rimasero appesi alle volte del duomo di Cremona per secoli. 

Periodo delle signorie

Il 1º novembre 1266 Umberto Pallavicino venne cacciato dalla città e con lui cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere Buoso da Dovara, anch'egli ghibellino, il quale lo cedette al Consorzio di Pace e Fede il quale lo gestì sino al 31 dicembre 1270. L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali. Questa fase durò sino al 1276 quando Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò, che ne diresse indirettamente le sorti sino al 1305 e il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.
In questo periodo furono eseguite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la sua ghirlanda ottagonale con cuspide conica, la chiesa romanica di S. Francesco, i transetti della cattedrale e la Loggia dei Militi. Sempre allo stesso periodo datano numerose sistemazioni agrarie tra le quali si può menzionare la realizzazione di importanti canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona databile agli inizi del XIV secolo.
A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino, nel 1311, Giberto III da Correggio, nel 1312, e Roberto di Puglia nel 1313. Con la fine della signoria di Giacomo Cavalcabò il 29 novembre 1322 entrò in scena un'altra influente famiglia lombarda: i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per i successivi centocinquanta anni.
La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche del panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro, imperatore nel 1327, o Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabò, che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò, assumendo la signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40.000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.
Nel 1406 la signoria passò definitivamente a Filippo Maria Visconti che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò definitivamente nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.
Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti, il 25 ottobre, nel tempietto eretto dai Benedettini, oggi sostituito dalla chiesa di S. Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Si racconta che proprio nel banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti sia stato servito per la prima volta il torrone, che è ora uno dei prodotti più noti di Cremona; ma non si tratta di verità storica, e neppure di tradizione antica, in quanto è invece una felice trovata pubblicitaria dell'industria dolciaria cremonese del primo Novecento. Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il battistero, rivestito parzialmente in marmo, il rifacimento della facciata della chiesa di S.Agata e del Palazzo Comunale.
Nel 1446, Cremona fu accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I Veneziani inviarono in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riuscì a superare l'assedio, provocando il fallimento dell'impresa dei due condottieri e portando alla liberazione della città.
Occupazioni straniere

La città di Cremona, dipinto del XVII secolo, Museo Ala Ponzone, Cremona
Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XII Cremona passò infatti per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano, retto dai francesi di Luigi XII, l'11 maggio del 1509.
Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e Ducato di Milano, nella persona di Massimiliano Sforza, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1516 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta finale francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano viene sancita nel gennaio 1526 dal Trattato di Madrid. Contro gli Asburgo la Repubblica di Venezia, nella Lega di Cognac, mosse allora le proprie truppe, capitanate da Michael Gaismair, alla riconquista di Cremona, il 26 settembre 1526. Ma la sconfitta di Giovanni dalle Bande Nere a Governolo aprì la strada che portò i lanzichenecchi a saccheggiare Roma.
Cremona, assopita e rassegnata alle continue scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non interrompe, anche in questo periodo, l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.
Nel 1546 il ducato passa a Filippo II, re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale; inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate sia per gli edifici religiosi che per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola, oltre che per la vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 è ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini.
Alla fine del seicento l'incapacità spagnola di gestione del territorio, dopo la carestia (1628) e la peste (1630), unita all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale, portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701 e successivamente alla conquista austriaca del 10 aprile 1707. La dominazione fu sancita dalla Pace di Utrecht nel 1714.
il Torrazzo
Cultura 

Cucina 
Il dolce tipico originario della città di Cremona è il Torrone, che vanta numerose imitazioni in Italia e nel mondo Altrettanto famosa è la mostarda Cremonese composta da frutta candita in bagni di senape.
Economia
L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola. Oltre alle aziende agricole sono presenti importanti industrie alimentari italiane: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari, Vergani, Barilla - Mulino Bianco), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio).
Vi è inoltre la presenza dell'industria metalmeccanica (acciaieria Arvedi e Off. Mecc. Feraboli), petrolifera (raffineria Tamoil, sede e deposito Keropetrol), energetica (AEM Cremona), telecomunicazioni (AEMcom).

L'artigianato Cremonese è caratterizzato da un gran numero di botteghe di liutai, specializzate nella produzione di strumenti ad arco, riconosciute a livello mondiale per la qualità degli strumenti prodotti e che si riallacciano alle storiche figure di Stradivari, Guarneri e Amati.
Cremona è conosciuta anche come produttrice di dolciumi, con il suo famoso torrone, di materiale in cotto ed altri oggetti.
La presenza del porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po. Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma dopo soli 20 km, a Pizzighettone. 

Trasporti 

Trasporto stradale
La città è attraversata a nord dalla Strada statale 10 Padana Inferiore con una tangenziale. Inoltre a Cremona è presente un'uscita dell'Autostrada A21 Torino - Brescia. La città è anche dotata di una rete di bus sia per il trasporto urbano (Dove il bus è comunemente chiamato "Radiale"), sia per quello interurbano, che collega il centro città con le frazioni e con i comuni limitrofi.
Trasporto ferroviario
La stazione ferroviaria di Cremona è capolinea delle linee ferroviarie per Piacenza, Codogno, Mantova, Fidenza, Treviglio e Brescia.
Dal 1926 al 1956, Cremona fu capolinea della linea ferroviaria per Iseo, gestita dalla Società Nazionale Ferrovie e Tramvie, che aveva origine nella stazione di Porta Milano.
Trasporto idrico
Grazie al porto sul fiume Po la città è collegata con il mare. Il collegamento idroviario con Milano, aperto alle moderne navi da carico fluviali, è uno degli obiettivi più antichi e ambiziosi della navigazione interna. Il Consorzio preposto alla costruzione del Canale Milano-Cremona-Po, costituito nel 1941, è stato sciolto il 31 dicembre 2000. Fino ad ora è stato costruito solo un tratto di canale che arriva fino a Pizzighettone, lungo circa 13 km, con caratteristiche adatte alle navi della V classe CEMT. 

Musei e monumenti

Piazza del Comune: in primo piano la Loggia dei Militi, a destra il palazzo comunale
Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella medievale Piazza del Comune, spazio urbano assai unitario e suggestivo che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come:
· il Duomo di Cremona
· il Torrazzo di Cremona
· la Loggia dei Militi
· il palazzo del Comune[9]
· il Battistero di Cremona
Non solo la piazza ma l'intera città è disseminata di svariate architetture di pregio che sono:

Palazzo Fodri
Palazzo Cavalcabò
Castello di Santa Croce
· il palazzo Cittanova
· il palazzo Affaitati-Magio-Ugolani-Dati- ex Ospedale "Fatebenefratelli-Ugolani-Dati", meglio conosciuto come palazzo Affaitati[10], sede del Museo Civico Ala Ponzone, sito in via Ugolani-Dati
· il palazzo Raimondi in corso Garibaldi prestigiosa sede della Facoltà di Musicologia (già Scuola Superiore di Paleografia e Filologia Musicale) dell'Università degli Studi di Pavia
· il palazzo Ala-Ponzone
· il palazzo Barbò
· il palazzo Cavalcabò (l'unico ancora abitato dall'unica famiglia nobile cremonese ancora esistente)
· il palazzo Fodri-poi Monastero delle Monache di Valverde, in corso Matteotti
· il palazzo del marchese Maggi edificato da Simone Cantoni
· il palazzo Mina Bolzesi
· il palazzo Zaccaria-Pallavicino, dove nacque e morì S. Antonio Maria Zaccaria
· il palazzo Raimondi-Repellini
· il palazzo Scinchinelli-Martini
· il palazzo Silva-Persichelli
· il palazzo Stanga-Rossi di S. Secondo in corso Garibaldi
· il palazzo Stanga-Trecco in via Palestro
· il palazzo Stanga-Offredi-Ambrosini meglio noto come palazzo Stanga "alle Punte"
· il palazzo Vescovile (edificato dal vescovo Omobono Offredi-Ambrosini nel Settecento)
· il palazzo Vidoni
· il palazzo Soresina-Vidoni in corso Garibaldi
· il palazzo Zaccaria già Lodi
· il palazzo Trecchi
· il Teatro Ponchielli
· la chiesa collegiata insigne e mitrata di Sant'Agata (la più importante chiesa di Cremona dopo la Cattedrale)
· la chiesa di San Michele
· la chiesa di San Luca
· la chiesa di San Sigismondo
· la chiesa di Sant'Abbondio
· la chiesa di Sant'Agostino[11] che conserva una preziosa tavola del Perugino
· la chiesa dei Santi Donnino e Carlo (sconsacrata)
· la chiesa di Sant'Imerio
· la chiesa di Sant'Ilario
· la chiesa di San Marcellino (maestosa ma pressoché inutilizzata)
· la chiesa di Santa Lucia (sempre chiusa)
· la chiesa di Santa Rita
· la chiesa di Santa Maria Maddalena
· le vestigia del castello di Santa Croce
Ricco anche il polo culturale cittadino che si avvale di notevoli istituzioni museali come:
· il Museo civico Ala Ponzone
· il Museo stradivariano
· il Museo della civiltà contadina
· il Museo berenziano
· la Pinacoteca del museo civico
· il Museo di storia naturale
· il Museo archeologico 

Media 

Il quotidiano principale per diffusione di Cremona è La Provincia, seguita da La Cronaca, nata nel 1993. La Voce di Cremona è stata pubblicata dal 2001 al 2006. Le emittenti televisive di Cremona sono Telecolor e Studio1. Le radio presenti sono RCN (Radio Cittanova, del centro diocesano) e Radio 883. 

Feste e fiere
Tradizionalmente, la "Fiera di San Pietro", amatissima dai cremonesi grandi e piccoli, vede l'installarsi di giochi e attrazioni in un'area vicino al fiume Po durante tutto il mese di giugno; la fiera culmina negli altrettanto tradizionali fuochi d'artificio, la sera del 29 giugno, e nell'allestimento di bancarelle lungo viale Po nei tre giorni precedenti. Negli ultimi anni si assiste, nel mese di novembre, a "Cremona la Dolce - Festa del Torrone", kermesse dedicata al torrone in tutte le sue versioni, con cortei storici e manifestazioni varie legate alla rievocazione storica delle nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441, occasione nella quale " sarebbe stato - secondo una fortunata trovata pubblicitaria risalente agli anni trenta - " realizzato per la prima volta il torrone, gloria culinaria cittadina insieme alla mostarda. Il Salone Internazionale del Bovino da Latte, fiera campionaria dedicata al mondo dell'allevamento e della zootecnia, attira ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta Europa, come pure Mondomusica, in ottobre, esibizione di riferimento mondiale per i liutai e gli appassionati di strumenti antichi. 

Ricorrenze
13 novembre - Sant'Omobono (protettore dei sarti) - Patrono della città

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