Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-

Sito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-FASI COSTRUTTIVE




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FASI COSTRUTTIVE

FASI

Gli studiosi ritengono che la rocca sia stata costruita in tre/quattro fasi, così evidenziate nella ricostruzione assonometrica: 
NERO = PRIMA FASE 
ROSSO = SECONDA
BLU = TERZA FASE 
MARRONE  = QUARTA FASE

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L'edificio mostra una tipologia simile ad altri fortilizi di epoca scaligera presenti nel territorio veronese.oltre alla tecnica costruttiva, è da ricondurre ad un modello scaligero anche la finitura dei paramenti murari, sui quali era steso uno strato d'intonaco decorato a graffito ad imitazione di blocchi di pietra regolari.
La Rocca si presenta al visitatore come un formidabile baluardo in posizione strategica all'entrata del borgo, nel punto più stretto della penisola, circondato dal fossato che sfrutta le acque del lago.
Dopo essere entrati nel borgo, appena a destra dopo il ponticello in pietra, si accede al rivellino che porta alla Rocca. superata la biglietteria, si apre un ampio ambiente coperto. quindi, passato il grande arco a destra , si accede al cortile principale. A sinistra si erge il mastio o torre d'avvistamento. il cortile, di pianta quadrangolare (trapezoidale), è circondato da quattro alte cortine murarie e da tre torri angolari scudate. Qui, oltre all'ingresso ai sotterranei, ci sono alcuni reperti lapidei, in parte resti dell'antico monastero di S. Salvatore di epoca longobarda.
Sul lato opposto alla palazzina, un grande portale ad arco ribassato introduce ad un "rivellino" e ad un ponte levatoio, collegato da un corridoio fortificato ad un secondo ponte levatoio: anticamente l'entrata principale della rocca. Su un lato del corridoio si apre l'ingresso per il cortile della darsena e, sul lato opposto, quello per il secondo cortile. Qui una scaletta a sinistra porta ad una piccola postazione di guardia. In questa parte della fortezza è interessante la presenza degli unici elementi decorativi, data la funzione residenziale inesistente: si tratta di piccole "picche" o "pigne" di pietra sui camminamenti. i merli sono a capannina, come quelli della darsena.
Tornando al cortile principale, sopra la biglietteria, si vede quella che abbiamo chiamato "palazzina", dove trova posto il salone. Procedendo a sinistra si giunge alla scala all'interno della torre angolare che conduce ai camminamenti, merlati a "coda di rondine". Giunti all'altezza del mastio, verso est, si può ammirare la struttura della darsena, di forma romboidale, con torri "a punta di lancia" ed un'apertura in corrispondenza dell'angolo di fronte a destra.
Si sale sul mastio attraverso una scala ricavate al suo interno e, dopo un pianerottolo dove sono presenti i resti di un caminetto, si raggiunge la cima.

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PRIMA FASE

Secondo l'ipotesi più accreditata, Mastino I e/o il suo successore Alberto della Scala iniziano la costruzione della rocca tra il 1277 ed il 1278, con mastio, cortile principale, tre torri angolari e due ingressi con ponte levatoio e rivellino. Tipicamente scaligeri sono i merli ghibellini "a coda di rondine", lo slancio verticale e la tecnica muraria nelle cortine. Queste sono costituite da pietre e ciottoli legati da malta e divisi a intervalli regolari da due fasce orizzontali di corsi di mattoni e da rinforzi agli angoli delle torri e disposti a "dente di sega". Un ulteriore elemento che può essere ricondotto alla fase di fondazione è costituito dalla tipologia di finitura delle superfici dei paramenti murari costituito da uno strato d'intonaco decorato da un "graffito" ad imitazione di paramento in blocchi di pietra a conci regolari. Si presume che in origine fossero presenti nel mastio anche quattro grandi finestre a tutto sesto, tipiche dell'epoca di fondazione, di cui tre tamponate in una fase successiva, ma ancora leggibili sia all'interno che all'esterno.


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SECONDA FASE

Poco dopo, anzi quasi contemporaneamente, vengono aggiunti il secondo cortileed il secondo rivellino collegato al primo da un corridoio fortificato. la tecnica costruttiva è qui analoga a quella del corpo principale.

TERZA FASE

Una terza fase comprende la realizzazione di tre cortine murarie e due piccole torrettemunite di accesso pedonale con ponte levatoio per la difesa del porticciolo che in origine doveva essere delimitato da semplici moli in legno.


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QUARTA FASE

All'ultima fase appartiene la realizzazione della darsena, le sue mura e le due torri angolari. L'ipotesi è che la Repubblica di Venezia, dopo aver annesso Sirmione al suo dominio (1405 ca), abbia provveduto ad ammodernare la vecchia darsena scaligera sul modello dell'Arsenale Veneziano come confermerebbe la presenza di una flotta veneziana sul lago, più documentata rispetto a quella scaligera. Le torri angolari presentano una geometria di pianta a "punta di lancia" (pentagonale) tipica delle fortificazioni della seconda metà del XV secolo. Durante le ultime due fasi, la tecnica costruttiva delle cortine murarie non prevede più la presenza dei corsi di mattoni e la merlatura risulta "a capannina".

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