Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-

Sito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia-periodo scaligero




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periodo scaligero

colonnelli.jpg Subito dopo la metà del secolo XIII, Mastino I della Scala, ghibellino, viene nominato podestà (1259/77) di Verona. Ma, ci pare intuire, per stabilire una signoria duratura sembra necessario allargare la base del consenso tra la popolazione veronese, che non avrebbe accettato un potere troppo legato alla fazione ghibellina: la lotta all'eresia risulterebbe quindi un ottimo mezzo per ottenere anche i favori di quanti invece sono legati alla parte guelfa. Infatti fin dal 1273 si ha notizia della presenza di una numerosa colonia di catari a Sirmione. Nel 1276, giacché il basso Garda era sotto la giurisdizione vescovile di Verona, l'Inquisizione veronese organizza contro questa comunità una crociata capitanata proprio da Mastino I e Alberto della Scala, veronesi, e da Pinamonte Bonaccolsi, mantovano, entrambe le famiglie erano infatti desiderose di ottenere il favore del Papa. In questo modo, oltre ad allargare la base di consenso, gli scaligeri avrebbero espanso la signoria anche su Sirmione. Questa località, infatti, per le sue caratteristiche geografiche, aveva una grande importanza strategica nel controllo del territorio. Nel novembre del '76 vengono quindi arrestati circa duecento uomini e donne, che nel febbraio del '78 moriranno sul rogo a Verona. Dopo aver conquistato Sirmione, Mastino, probabilmente, comincia a costruirvi la rocca.
sarcalbertodellascala.jpg Tra il 1277 e il 1301 Alberto della Scala rende definitivo il dominio della famiglia sulla città e sul suo territorio. All'inizio del Trecento con Alboino e Cangrande la Signoria occupa un ruolo fondamentale nella politica dell'Italia settentrionale, diventando il punto di riferimento per i ghibellini in Italia (Cangrande è Vicario Imperiale). Intanto la Signoria conquista Vicenza, Padova e Treviso. Negli anni Trenta la potenza scaligera raggiunge la sua massima espansione e quasi simultaneamente i primi ridimensionamenti. Nel momento di massima espansione Verona domina a un territorio che comprende Brescia, Parma, Sarzana e Lucca e quasi tutto il Veneto tranne Venezia. Tra il 1337 e il 1339 gli scaligeri perdono Brescia a vantaggio dei Visconti di Milano. La Signoria cade solo tra il 1378 e il 1402, quando Gian Galeazzo Visconti conquista Verona. Successivamente nel 1405 il territorio veronese passa sotto il dominio veneziano. Dopo la battaglia di Maclodio (1427) pure Brescia e Bergamo entrano a far parte dei territori della Serenissima. Nel frattempo però perdurano sul Garda "sacche di resistenza" che vedono alleate contro la Repubblica di Venezia forze, anche navali, viscontee e gonzaghesche (i Gonzaga infatti tendevano a considerare come proprio anche il territorio tra Lonato e Peschiera) ben oltre la metà del secolo. 
A.L.



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